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Bibbia in un anno
Aprile 21

Giudici 7:1-25
1. Ierub-Baal, cioè Gedeone, si mosse di buon mattino con tutti i suoi uomini e andarono a porre il campo alla fonte di Carod; l' accampamento dei Madianiti era posto a nord di quello ebraico, nella pianura ai piedi della collina di More.
2. Allora il Signore disse a Gedeone: "Gli uomini che hai con te sono troppi, perché io possa mettere i Madianiti nelle loro mani. Gli Israeliti, infatti, potrebbero gloriarsi dell' impresa contro di me, pensando di essersi salvati per opera loro.
3. Ora perciò devi proclamare al popolo che chiunque abbia paura e tremi, ha da ritirarsi e tornarsene via". Gedeone li mise alla prova: se ne ritirarono ventiduemila e ne restarono diecimila.
4. Ma il Signore disse a Gedeone: "Sono ancora troppi. Falli scendere dove c' è l' acqua; là te li metterò alla prova. Quelli che ti dirò di portare con te, verranno con te e quelli che ti dirò di non portare con te, non verranno".
5. Gedeone ordinò ai suoi uomini di scendere all' acqua, e il Signore gli disse: "Tutti quelli che lambiranno l' acqua con la lingua, come fanno i cani, mettili da parte; tutti quelli invece che per bere si piegheranno sui loro ginocchi, lasciali andare".
6. Quelli che lambirono l' acqua con la lingua furono trecento; tutti gli altri, per bere, si erano piegati sulle ginocchia e avevano portato l' acqua alla bocca con le mani.
7. Disse allora il Signore a Gedeone: "Con questi trecento uomini che hanno lambito l' acqua con la lingua io vi salverò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutti gli altri se ne tornino ciascuno al suo paese".
8. Presero con sé le provviste necessarie al gruppo e i corni. Gedeone poi rimandò tutti gli altri uomini d' Israele ciascuno alla sua tenda e tenne con sé solo i trecento. Il campo dei Madianiti si trovava nella valle sottostante.
9. Quella notte il Signore si rivolse a Gedeone: "Su, scendi all' accampamento nemico, perché lo darò in tuo potere.
10. E se hai paura ad andare da solo nell' accampamento nemico, porta con te il tuo servo Pura.
11. Lì ascolterai quel che si dice: allora il tuo braccio si farà più forte per assalire il campo nemico". Gedeone scese col suo servo Pura fino agli avamposti del campo madianita.
12. I Madianiti, gli Amaleciti e tutti gli orientali coprivano la valle, numerosi come le cavallette; i loro cammelli non avevano numero, erano come la sabbia sul lido del mare.
13. Gedeone penetrò dunque nell' accampamento nemico e udì un uomo che raccontava a un altro un suo sogno; diceva: "Ho fatto un sogno: mi pareva che una pagnotta di pane d' orzo rotolasse nel campo madianita. Arrivata alla tenda, la colpì e la rovesciò".
14. Gli rispose quell' altro: "Non è altro che la spada dell' israelita Gedeone, figlio di Ioas: Dio darà in suo potere i Madianiti e tutto l' accampamento".
15. All' udire il racconto di questo sogno e la sua interpretazione, Gedeone si prostrò. Poi tornato all' accampamento d' Israele, ordinò ai suoi di muoversi, assicurandoli che il Signore avrebbe dato in loro potere l' accampamento madianita.
16. Gedeone, dopo aver diviso i suoi trecento uomini in tre gruppi, consegnò ad ognuno di loro un corno e un vaso di coccio vuoto con dentro una torcia.
17. Dette loro queste istruzioni: "Voi dovete guardarmi e fare quello che farò io: ecco, quando io sarò arrivato al limite dell' accampamento nemico, voi dovrete fare quello che farò io.
18. Quando io, seguito da tutti coloro che sono nel mio gruppo, suonerò il corno, anche voi suonerete i corni tutt' intorno all' accampamento, gridando: "Per il Signore e per Gedeone!".
19. Gedeone e i suoi cento uomini, giunti a ridosso dell' accampamento nemico all' inizio del secondo turno di guardia, subito dopo il cambio delle sentinelle, dettero fiato ai corni e spezzarono i vasi che avevano con sé.
20. Allora tutti e tre i gruppi suonarono i corni e spezzarono i vasi: tenevano nella sinistra le torce e nella destra i corni in cui soffiavano. Intanto gridavano: "Spada! Per il Signore e per Gedeone!".
21. Per quanto gli Israeliti restassero fermi, ciascuno al suo posto intorno all' accampamento madianita, in questo era tutto un correre, un vociare, un fuggire.
22. Quando i trecento suonarono i corni, il Signore fece rivolgere, in tutto il campo nemico, le spade degli uni contro gli altri. Fuggirono tutti fino a Bet-Sitta, in direzione di Zerera, fino alle sponde di Abel Mecola, di fronte a Tabbat.
23. Allora si riunirono gli uomini di Neftali, di Aser e di tutto Manasse e si dettero all' inseguimento dei Madianiti.
24. Gedeone mandò messaggeri per tutta la montagna di Efraim per invitare gli Efraimiti a scendere contro i Madianiti, occupando fino a Bet-Bara e al Giordano tutti i luoghi in cui avrebbero potuto rifornirsi di acqua e i guadi del Giordano. Radunatisi tutti gli uomini di Efraim, andarono ad occupare tutte le fonti fino a Bet-Bara e i guadi del Giordano.
25. Furono catturati due capi madianiti, Oreb e Zeeb, e furono uccisi, Oreb al masso di Oreb e Zeeb al frantoio di Zeeb: gli Efraimiti continuarono poi l' inseguimento dei Madianiti e mandarono a Gedeone, che si trovava al di là del Giordano, le teste di Oreb e di Zeeb.

Giudici 8:1-35
1. Gli Efraimiti dissero a Gedeone: "Perché con noi ti sei comportato in questo modo? Sei andato a combattere contro i Madianiti senza chiamarci!". Essi erano molto irritati contro di lui.
2. Ma Gedeone rispose loro: "Che cosa ho compiuto che possa essere paragonato con la vostra impresa? Conta di più la racimolatura di Efraim che non la vendemmia di Abiezer:
3. perché è nelle vostre mani che Dio ha consegnato i capi madianiti Oreb e Zeeb. Io non ho fatto nulla che possa essere paragonato con la vostra impresa". A queste parole di Gedeone l' animosità degli Efraimiti si calmò.
4. Gedeone raggiunse il Giordano e lo attraversò con i suoi trecento uomini: erano stanchi per l' inseguimento.
5. Egli si rivolse agli abitanti di Succot: "Date, vi prego, dei pani agli uomini che mi seguono. Sono stanchi e io devo inseguire i re madianiti Zebach e Zalmunna".
6. Ma i capi di Succot gli risposero: "Forse che Zebach e Zalmunna sono già nelle tue mani, perché noi diamo da mangiare al tuo esercito?".
7. Gedeone rispose: "Vuol dire che quando il Signore avrà dato in mia mano Zebach e Zalmunna, io dilanierò i vostri corpi coi pruni della steppa e con i cardi".
8. Di là Gedeone salì a Penuel e anche agli abitanti di Penuel rivolse la stessa richiesta, ma essi gli risposero allo stesso modo in cui gli avevano risposto quelli di Succot.
9. Anche agli abitanti di Penuel Gedeone rispose: "Quando tornerò sano e salvo, distruggerò questa rocca".
10. Zebach e Zalmunna si trovavano a Karkor insieme alle loro truppe. Erano circa quindicimila uomini: tutto quel che restava del grande esercito degli orientali, perché i guerrieri caduti erano centoventimila.
11. Gedeone, salito per la via di coloro che abitano sotto la tenda, a oriente di Nobach e di Iogbea, assalì di sorpresa i nemici.
12. I re madianiti Zebach e Zalmunna fuggirono, ma Gedeone, inseguitili, li catturò entrambi, mettendo in fuga il loro esercito.
13. Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla guerra per la salita di Cheres.
14. Catturato un giovane di Succot, lo sottopose a un interrogatorio e quello gli scrisse i nomi dei capi e degli anziani di Succot: settantasette uomini.
15. Gedeone si presentò quindi agli abitanti di Succot con queste parole: "Ecco Zebach e Zalmunna, per i quali mi avete deriso, quando mi avete domandato se erano già nelle mie mani, per dover dare da mangiare ai miei uomini stanchi".
16. Fatti arrestare gli anziani della città e procuratisi pruni della steppa e cardi, dilaniò con questi i corpi degli uomini di Succot.
17. Poi distrusse la rocca di Penuel e uccise gli uomini della città.
18. Poi Gedeone domandò a Zebach e a Zalmunna: "Come erano gli uomini che avete ucciso sul Tabor?". Essi risposero: "Essi ti somigliavano e tutti avevano l' aspetto di figli di re".
19. Gedeone disse: "Erano miei fratelli, figli di mia madre. Come è vero Dio, se voi li aveste lasciati in vita, io non vi ucciderei".
20. Si rivolse quindi a Ieter, suo primogenito: "Su, uccidili!"; ma il giovanetto non sguainò la spada, perché aveva timore, essendo ancora molto giovane.
21. Dissero allora Zebach e Zalmunna: "Su! Colpisci tu, perché la forza dell' uomo è pari alla sua età". Allora Gedeone si mosse e uccise Zebach e Zalmunna. Poi prese le lunette che ornavano il collo dei loro cammelli.
22. Gli Israeliti si rivolsero a Gedeone: "Sii nostro capo tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, perché ci hai salvato dai Madianiti".
23. Gedeone rispose loro: "Io non sarò vostro capo, né lo sarà mio figlio: è il Signore il vostro capo".
24. Poi Gedeone aggiunse: "Voglio però una cosa, che ciascuno mi dia un anello tratto dalla parte di bottino che gli spetta". I nemici, infatti, essendo Ismaeliti, portavano anelli d' oro.
25. Gli Israeliti accettarono di buon grado: disteso un mantello, vi gettarono ciascuno un anello tratto dalla propria parte di preda.
26. Il peso degli anelli d' oro che Gedeone aveva richiesto fu di millesettecento sicli d' oro, senza contare le lunette, le pietre preziose e le vesti di porpora portate dai re madianiti, e senza contare i collari che ornavano i colli dei loro cammelli.
27. Con quest' oro Gedeone fece un efod, che pose in Ofra, sua città. Tutto Israele si prostituì in Ofra con quell' efod, che divenne così per Gedeone e per la sua casa motivo di colpa e di rovina.
28. I Madianiti furono umiliati di fronte agli Israeliti: non alzarono più la testa. Al tempo di Gedeone la regione ebbe pace per quarant' anni.
29. Ierub-Baal, figlio di Ioas, se ne andò ad abitare a casa sua.
30. Ebbe settanta figli usciti dalle sue viscere, perché aveva molte mogli.
31. Inoltre ebbe un figlio anche da una concubina che teneva in Sichem e gli pose nome Abimelech.
32. Gedeone, figlio di Ioas, morì in serena vecchiezza e fu sepolto nel sepolcro di suo padre Ioas, in Ofra degli Abiezeriti.
33. Dopo la morte di Gedeone, gli Israeliti si prostituirono di nuovo ai Baal e fecero loro dio Baal-Berit.
34. Gli Israeliti si dimenticarono del loro Dio, il Signore, che li aveva liberati dalle mani di tutti i nemici che li circondavano
35. e non serbarono alcuna gratitudine alla casa di Ierub-Baal, cioè di Gedeone, che aveva fatto tanto bene a Israele.

Salmi 49:10-20
10. in modo da poter vivere per sempre e giammai scendere nella fossa.
11. Poiché ecco: muoiono i sapienti e alla stessa maniera periscono lo stolto e l' empio,
12. lasciando ad altri il proprio avere; le tombe saranno le loro eterne dimore, le loro abitazioni di evo in evo. Eppure chiamarono molte terre con i loro nomi!
13. L' uomo in onore non comprende d' essere simile alle bestie che vengono sterminate.
14. Tale è la sorte di coloro che pongono in sé la loro fiducia; tale è la fine di coloro che pongono nella bocca la loro compiacenza.
15. Come un gregge agli inferi sono destinati, scenderanno senz' altro nel sepolcro e la loro gloria è votata alla rovina, gli inferi saranno la loro abitazione.
16. Certo, Dio redime l' anima mia, dalla stretta degli inferi certo mi prenderà.
17. Non temere se qualcuno s' arricchisce, se aumenta lo sfarzo della sua casa,
18. poiché alla sua morte non porterà via nulla, il suo sfarzo non scenderà dietro a lui.
19. Benché nella sua vita si congratuli con l' anima sua: "Sei oggetto di lode, perché hai buona fortuna",
20. raggiungerà nondimeno la generazione dei suoi padri, i quali in eterno non vedranno la luce.

Proverbi 14:22-24
22. Non traviano forse gli artefici del male? Benevolenza e fedeltà a chi fa il bene.
23. In ogni fatica c' è guadagno, solo la parola delle labbra porta all' indigenza.
24. Corona dei saggi è la loro ricchezza, diadema degli stolti è la stoltezza.

Luca 15:11-32
11. E diceva: "Un uomo aveva due figli.
12. Il più giovane disse al padre: "Padre, dammi subito la parte di eredità che mi spetta". Allora il padre divise le sostanze tra i due figli.
13. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolti tutti i suoi beni, emigrò in una regione lontana e là spese tutti i suoi averi, vivendo in modo dissoluto.
14. Quando ebbe dato fondo a tutte le sue sostanze, in quel paese si diffuse una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
15. Andò allora da uno degli abitanti di quel paese e si mise alle sue dipendenze. Quello lo mandò nei campi a pascolare i porci.
16. Per la fame avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.
17. Allora, rientrando in se stesso, disse: "Tutti i dipendenti in casa di mio padre hanno cibo in abbondanza, io invece qui muoio di fame!
18. Ritornerò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e dinanzi a te;
19. non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi mercenari".
20. Si mise in cammino e ritornò da suo padre. Mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione. Gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
21. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e dinanzi a te. Non sono più degno di essere considerato tuo figlio".
22. Ma il padre ordinò ai servi: "Presto, portate qui la veste migliore e fategliela indossare; mettetegli l' anello al dito e i sandali ai piedi.
23. Prendete il vitello grasso e ammazzatelo. Facciamo festa con un banchetto,
24. perché questo mio figlio era morto ed è ritornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.
25. Ora, il figlio maggiore si trovava nei campi. Al suo ritorno, quando fu vicino a casa, udì musica e danze.
26. Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse successo.
27. Il servo gli rispose: "è ritornato tuo fratello e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché ha riavuto suo figlio sano e salvo".
28. Egli si adirò e non voleva entrare in casa. Allora suo padre uscì per cercare di convincerlo.
29. Ma egli rispose a suo padre: "Da tanti anni io ti servo e non ho mai disubbidito a un tuo comando. Eppure tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici.
30. Ora invece che torna a casa questo tuo figlio che ha dilapidato i tuoi beni con le meretrici, per lui tu hai fatto ammazzare il vitello grasso".
31. Gli rispose il padre: "Figlio mio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è anche tuo;
32. ma si doveva far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".