Bibbia in un anno
Settembre 25


Cantico dei Cantici 1:1-17
1. Il Cantico dei Cantici che è di Salomone.
2. Mi baci con i baci della sua bocca! Poiché il tuo amore è migliore del vino.
3. Per la fragranza dei tuoi gradevoli olii profumati il tuo nome è un olio profumato versato; per questo ti amano le fanciulle.
4. Attirami a te! Noi ti correremo dietro. Il re mi ha portato nelle sue camere. Noi gioiremo e ci rallegreremo in te; noi ricorderemo il tuo amore piú del vino. A ragione ti amano.
5. Io sono nera ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone.
6. Non guardate se son nera, perché il sole mi ha abbronzata. I figli di mia madre si sono adirati con me; mi hanno posto a guardia delle vigne, ma la mia propria vigna non l’ho custodita.
7. Dimmi, o tu che il mio cuore ama dove pascoli il gregge e dove lo fai riposare a mezzogiorno. Perché mai dovrei io essere come una donna velata presso le greggi dei tuoi compagni?
8. Se non lo sai, o la piú bella delle donne, segui le tracce del gregge e fa’ pascolare le tue caprette presso le tende dei pastori.
9. Amica mia, io ti assomiglio alla mia cavalla tra i carri del Faraone.
10. Le tue guance sono belle con ornamenti, e il tuo collo con collane di perle.
11. Noi faremo per te collane d’oro con borchie d’argento.
12. Mentre il re siede a mensa, il mio nardo effonde la sua fragranza.
13. Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra; egli riposerà tutta la notte fra le mie mammelle.
14. Il mio diletto è per me un mazzo di fiori di alcanna nelle vigne di En-ghedi.
15. Ecco sei bella, amica mia, ecco sei bella! I tuoi occhi sono come quelli delle colombe.
16. Come sei bello, mio diletto, e anche amabile! Per di più il nostro letto è verdeggiante.
17. Le travi delle nostre case sono cedri e i nostri soffitti di cipresso.

Cantico dei Cantici 2:1-17
1. Io sono la rosa di Sharom il giglio, delle valli.
2. Come un giglio tra le spine, cosí è l’amica mia tra le fanciulle.
3. Come un melo fra gli alberi del bosco, cosí è il mio diletto fra i giovani. Ho grandemente desiderato di stare alla sua ombra e là mi sono seduta, e il suo frutto era dolce al mio palato.
4. Mi ha condotto nella casa del banchetto, e il suo vessillo su di me è amore.
5. Sostenetemi con focacce d’uva, ristoratemi con pomi, perché io sono malata d’amore.
6. La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia.
7. Io vi scongiuro, o figlie di Gerusalemme, per le gazzelle e per le cerve dei campi, non destate e non svegliate l’amore mio, finché cosí le piace.
8. Ecco la voce del mio diletto! Ecco, egli viene saltando sui monti, balzando sui colli.
9. Il mio diletto è simile a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro al nostro muro, guarda dalle finestre, lancia occhiate attraverso l’inferriata.
10. Il mio dilettomi ha parlato e mi ha detto: »Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!
11. Poiché, ecco, l’inverno è passato, la pioggia è cessata, se n’è andata.
12. I fiori appaiono sulla terra, il tempo del cantare è giunto, e nel nostro paese si ode la voce della tortora.
13. Il fico mette fuori i suoi fichi acerbi, e le viti in fiore diffondono una soave fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni.
14. O mia colomba, che stai nelle fenditure delle rocce, nei nascondigli dei dirupi, fammi vedere il tuo viso, fammi udire la tua voce, perché la tua voce è piacevole, e il tuo viso è leggiadro«.
15. Prendete le volpi, le piccole volpi che danneggiano le vigne, perchè le nostre vigne sono in fiore.
16. Il mio diletto è mio, e io sono sua; egli pascola il gregge fra i gigli,
17. Prima che spiri la brezza del giorno e le ombre fuggano, ritorna, o mio diletto, e sii come una gazzella o un cerbiatto sui monti che ci separano.

Salmi 103:1-9
1. Salmo di Davide. Benedici, anima mia, l’Eterno, e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome.
2. Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici.
3. Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità,
4. riscatta la tua vita dalla distruzione e ti corona di benignità e di compassioni;
5. egli sazia di beni la tua bocca e ti fa ringiovanire come l’aquila.
6. L’Eterno opera con giustizia e difende la causa degli oppressi.
7. Egli ha fatto conoscere a Mosè le sue vie e ai figli d’Israele le sue opere.
8. L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di grande benignità.
9. Egli non contende in eterno e non serba l’ira per sempre

Proverbi 24:15-16
15. O empio, non insidiare la dimora del giusto, non devastare il suo luogo di riposo,
16. perché il giusto cade sette volte e si rialza, ma gli empi sono travolti nella sventura.

1 Corinzi 11:17-34
17. Ora in quello che vi ordino, io non vi lodo, perché vi riunite non per il meglio, ma per il peggio,
18. prima di tutto, perché sento dire che quando vi riunite in assemblea vi sono fra voi delle divisioni; e in parte lo credo.
19. E’ necessario infatti che vi siano anche delle fazioni tra voi, affinché siano manifestati tra voi quelli che sono approvati.
20. Quando dunque vi riunite insieme, quello che fate non è mangiare la cena del Signore,
21. perché nel mangiare ciascuno prende prima la propria cena; e uno ha fame e l’altro è ubriaco.
22. Ora non avete delle case per mangiare e bere? O disprezzate la chiesa di Dio e fate vergognare quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò? In questo non vi lodo.
23. Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesú, nella notte in cui fu tradito, prese del pane,
24. e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: »Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me«.
25. Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: »Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me«.
26. Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga.
27. Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore.
28. Ora ognuno esamini se stesso, e cosí mangi del pane e beva del calice,
29. poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore.
30. Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono.
31. Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati.
32. Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.
33. Pertanto, fratelli miei, riunendovi per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri.
34. E se qualcuno ha fame, mangi a casa, affinché non vi riuniate per attirarvi un giudizio. Or quanto alle altre cose le Sistemerò quando verrò.