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Dicembre 8


Daniele 5:1-30
1. Il re Baldassàr imbandì un gran banchetto a mille dei suoi dignitari e insieme con loro si diede a bere vino.
2. Quando Baldassàr ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i vasi d`oro e d`argento che Nabucodònosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine.
3. Furono quindi portati i vasi d`oro, che erano stati asportati dal tempio di Gerusalemme, e il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine li usarono per bere;
4. mentre bevevano il vino, lodavano gli dei d`oro, d`argento, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra.
5. In quel momento apparvero le dita di una mano d`uomo, le quali scrivevano sulla parete della sala reale, di fronte al candelabro. Nel vedere quelle dita che scrivevano,
6. il re cambiò d`aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli battevano l`uno contro l`altro.
7. Allora il re si mise a gridare, ordinando che si convocassero gli astrologi, i caldei e gli indovini. Appena vennero, il re disse ai saggi di Babilonia: "Chiunque leggerà quella scrittura e me ne darà la spiegazione sarà vestito di porpora, porterà una collana d`oro al collo e sarà il terzo signore del regno".
8. Allora entrarono nella sala tutti i saggi del re, ma non poterono leggere quella scrittura né darne al re la spiegazione.
9. Il re Baldassàr rimase molto turbato e cambiò colore; anche i suoi grandi restarono sconcertati.
10. La regina, alle parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del banchetto e, rivolta al re, gli disse: "Re, vivi per sempre! I tuoi pensieri non ti spaventino né si cambi il colore del tuo volto.
11. C`è nel tuo regno un uomo, in cui è lo spirito degli dei santi. Al tempo di tuo padre si trovò in lui luce, intelligenza e sapienza pari alla sapienza degli dei. Il re Nabucodònosor tuo padre lo aveva fatto capo dei maghi, degli astrologi, dei caldei e degli indovini.
12. Fu riscontrato in questo Daniele, che il re aveva chiamato Baltassar, uno spirito superiore e tanto accorgimento da interpretare sogni, spiegare detti oscuri, sciogliere enigmi. Si convochi dunque Daniele ed egli darà la spiegazione".
13. Fu allora introdotto Daniele alla presenza del re ed egli gli disse: "Sei tu Daniele un deportato dei Giudei, che il re mio padre ha condotto qua dalla Giudea?
14. Ho inteso dire che tu possiedi lo spirito degli dei santi e che si trova in te luce, intelligenza e sapienza straordinaria.
15. Poco fa sono stati condotti alla mia presenza i saggi e gli astrologi per leggere questa scrittura e darmene la spiegazione, ma non sono stati capaci.
16. Ora, mi è stato detto che tu sei esperto nel dare spiegazioni e sciogliere enigmi. Se quindi potrai leggermi questa scrittura e darmene la spiegazione, tu sarai vestito di porpora, porterai al collo una collana d`oro e sarai il terzo signore del regno".
17. Daniele rispose al re: "Tieni pure i tuoi doni per te e dá ad altri i tuoi regali: tuttavia io leggerò la scrittura al re e gliene darò la spiegazione.
18. O re, il Dio altissimo aveva dato a Nabucodònosor tuo padre regno, grandezza, gloria e magnificenza.
19. Per questa grandezza che aveva ricevuto, tutti i popoli, nazioni e lingue lo temevano e tremavano davanti a lui: egli uccideva chi voleva, innalzava chi gli piaceva e abbassava chi gli pareva.
20. Ma, quando il suo cuore si insuperbì e il suo spirito si ostinò nell`alterigia, fu deposto dal trono e gli fu tolta la sua gloria.
21. Fu cacciato dal consorzio umano e il suo cuore divenne simile a quello delle bestie; la sua dimora fu con gli ònagri e mangiò l`erba come i buoi; il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché riconobbe che il Dio altissimo domina sul regno degli uomini, sul quale innalza chi gli piace.
22. Tu, Baldassàr suo figlio, non hai umiliato il tuo cuore, sebbene tu fossi a conoscenza di tutto questo.
23. Anzi tu hai insolentito contro il Signore del cielo e sono stati portati davanti a te i vasi del suo tempio e in essi avete bevuto tu, i tuoi dignitari, le tue mogli, le tue concubine: tu hai reso lode agli dei d`oro, d`argento, di bronzo, di ferro, di legno, di pietra, i quali non vedono, non odono e non comprendono e non hai glorificato Dio, nelle cui mani è la tua vita e a cui appartengono tutte le tue vie.
24. Da lui fu allora mandata quella mano che ha tracciato quello scritto,
25. di cui è questa la lettura: mene, tekel, peres,
26. e questa ne è l`interpretazione: Mene: Dio ha computato il tuo regno e gli ha posto fine.
27. Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante.
28. Peres: il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani".
29. Allora, per ordine di Baldassàr, Daniele fu vestito di porpora, ebbe una collana d`oro al collo e con bando pubblico fu dichiarato terzo signore del regno.
30. In quella stessa notte Baldassàr re dei Caldei fu ucciso:

Daniele 6:1-28
1. Volle Dario costituire nel suo regno centoventi sàtrapi e ripartirli per tutte le province.
2. A capo dei sàtrapi mise tre governatori, di cui uno fu Daniele, ai quali i sàtrapi dovevano render conto perché nessun danno ne
3. soffrisse il re. Ora Daniele era superiore agli altri governatori e ai sàtrapi, perché possedeva uno spirito eccezionale, tanto che il re pensava di metterlo a capo di tutto il suo regno.
4. Perciò tanto i governatori che i sàtrapi cercavano il modo di trovar qualche pretesto contro Daniele nell`amministrazione del regno.
5. Ma non potendo trovare nessun motivo di accusa né colpa, perché egli era fedele e non aveva niente da farsi rimproverare,
6. quegli uomini allora pensarono: "Non possiamo trovare altro pretesto per accusare Daniele, se non nella legge del suo Dio".
7. Perciò quei governatori e i sàtrapi si radunarono presso il re e gli dissero: "Re Dario, vivi per sempre!
8. Tutti i governatori del regno, i magistrati, i sàtrapi, i consiglieri e i capi sono del parere che venga pubblicato un severo decreto del re secondo il quale chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica alcuna a qualsiasi dio o uomo all`infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni.
9. Ora, o re, emana il decreto e fallo mettere per iscritto, perché sia irrevocabile, come sono le leggi di Media e di Persia, che non si possono mutare".
10. Allora il re Dario fece scrivere il decreto.
11. Daniele, quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima.
12. Allora quegli uomini accorsero e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio.
13. Subito si recarono dal re e gli dissero riguardo al suo divieto: "Non hai tu scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all`infuori di te, re, sia gettato nella fossa dei leoni?". Il re rispose: "Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani".
14. "Ebbene - replicarono al re - Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere".
15. Il re, all`udir queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo per liberarlo.
16. Ma quegli uomini si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: "Sappi, re, che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto firmato dal re è irrevocabile".
17. Allora il re ordinò che si prendesse Daniele e si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: "Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!".
18. Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l`anello dei suoi grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di Daniele.
19. Quindi il re ritornò alla reggia, passò la notte digiuno, non gli fu introdotta alcuna donna e anche il sonno lo abbandonò.
20. La mattina dopo il re si alzò di buon`ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni.
21. Quando fu vicino, chiamò: "Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?".
22. Daniele rispose: "Re, vivi per sempre.
23. Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male".
24. Il re fu pieno di gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché egli aveva confidato nel suo Dio.
25. Quindi, per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme con i figli e le mogli. Non erano ancor giunti al fondo della fossa, che i leoni si avventarono contro di loro e ne stritolarono tutte le ossa.
26. Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: "Pace e prosperità.
27. Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l`impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che dura in eterno; il suo regno è tale che non sarà mai distrutto e il suo dominio non conosce fine.
28. Egli salva e libera, fa prodigi e miracoli in cielo e in terra: egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni".

Salmi 135:10-26
10. Percosse l`Egitto nei suoi primogeniti: perché eterna è la sua misericordia.
11. Da loro liberò Israele: perché eterna è la sua misericordia;
12. con mano potente e braccio teso: perché eterna è la sua misericordia.
13. Divise il mar Rosso in due parti: perché eterna è la sua misericordia.
14. In mezzo fece passare Israele: perché eterna è la sua misericordia.
15. Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso: perché eterna è la sua misericordia.
16. Guidò il suo popolo nel deserto: perché eterna è la sua misericordia.
17. Percosse grandi sovrani perché eterna è la sua misericordia;
18. uccise re potenti: perché eterna è la sua misericordia.
19. Seon, re degli Amorrei: perché eterna è la sua misericordia.
20. Og, re di Basan: perché eterna è la sua misericordia.
21. Diede in eredità il loro paese; perché eterna è la sua misericordia;
22. in eredità a Israele suo servo: perché eterna è la sua misericordia.
23. Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi: perché eterna è la sua misericordia;
24. ci ha liberati dai nostri nemici: perché eterna è la sua misericordia.
25. Egli dá il cibo ad ogni vivente: perché eterna è la sua misericordia.
26. Lodate il Dio del cielo: perché eterna è la sua misericordia.

Proverbi 29:12-13
12. Se un principe dá ascolto alle menzogne, tutti i suoi ministri sono malvagi.
13. Il povero e l`usuraio si incontrano; è il Signore che illumina gli occhi di tutti e due.

2 Pietro 2:1-22
1. Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina.
2. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri.
3. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all`opera e la loro rovina è in agguato.
4. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell`inferno, serbandoli per il giudizio;
5. non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi;
6. condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente.
7. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati.
8. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie.
9. Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio,
10. soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore. Temerari, arroganti, non temono d`insultare gli esseri gloriosi decaduti,
11. mentre gli angeli, a loro superiori per forza e potenza, non portano contro di essi alcun giudizio offensivo davanti al Signore.
12. Ma costoro, come animali irragionevoli nati per natura a essere presi e distrutti, mentre bestemmiano quel che ignorano, saranno distrutti nella loro corruzione,
13. subendo il castigo come salario dell`iniquità. Essi stimano felicità il piacere d`un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi;
14. han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione!
15. Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo la via di Balaàm di Bosòr, che amò un salario di iniquità,
16. ma fu ripreso per la sua malvagità: un muto giumento, parlando con voce umana, impedì la demenza del profeta.
17. Costoro sono come fonti senz`acqua e come nuvole sospinte dal vento: a loro è riserbata l`oscurità delle tenebre.
18. Con discorsi gonfiati e vani adescano mediante le licenziose passioni della carne coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell`errore.
19. Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l`ha vinto.
20. Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima.
21. Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato.
22. Si è verificato per essi il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago.